prendre parti

(MILANO) Cronologia ultimi anni

— Inviato da nessuno @ 17:45

1999

* Gennaio 1999 sgomberi delle occupazioni di via Maroncelli e via Tartaglia
* Gennaio 1999 - 20,000 persone contro i CPT
* 24 Aprile 1999 corteo di studenti contro il consolato
* 25 Aprile 1999 tafferugli al consolato americano (ci saranno denunce)
* Settembre 1999 sgombero di Breda
* Seattle 1999 e la grande spinta positiva al movimento internazionale
* 31 Dicembre occupazione Bulk (via Niccolini)
* Anno scolstico 1999/2000 la fine dei movimenti studenteschi autorganizzati

2000

* Gennaio 2000 corteo contro il CPT di Via Corelli (scontri con le guardie)
* Gennaio 2000 sgombero Bulk  (Don Sturzo)
* 2 Marzo 2000 sgombero Metropolix (come andò veramente la resistenza? mi ricordo che fabri anni fa me ne parlò malissimo) (20 processati) - successive occupazioni e sgomberi
* 11 Novembre 2000 l'ultima manifestazione organizzata a milano (a livello realmente unitario) (ma é vero?)
* Dicembre 2000 Aggressione dei ciellini contro alcuni stud del CCS dirante una contestazione. Durante il corteo del 12 dicembre alcun* della RASC organizzano un blitz contro una sede di CL

2001

* 25 Aprile 2001 allontanamento fasci da piazzale loreto - Processo Antonio Elio Mario
* Maggio 2001 NoGlobalForum repressione durissima e torture alla caserma (come cazzo si chiama?)
* Luglio 2001 Genova NoG8 repressione inconcepibile, torture e massacri in piazza, alla Diaz, in questura. (in più la vendetta dei processi)
* 11 Settembre 2001 e il perfezionamento della repressione a livello internazionale
* Autunno 2001 sgombero GolaEst e Lagrange
* Autunno 2001 occupazione ORSo

2002

* via Adda - occupazione estate 2002 dopo una serie di violenti sgomberi di campi rom a milano
* Ottobre 2002 azione dei disobba alla CRI, scappando dalle guardie si rifugiano al Bulk senza preavviso. Ore di assedio terminano con l'autodenuncia di 3 o 4 disobba.

2003

* PRK 251 - occupazione Marzo 2003
* 16 Marzo 2003 assassinio di Dax e pestaggi al San Paolo
* 17 marzo 2003 corteo x Dax in ticinese, una grande potenzialità non organizzata che ha attraversato il quartiere senza lasciare traccia.
* Pestaggio notturno di un compagno su una macchina della DIGOS
* 22 Marzo 2003 corteo nazionale dopo la morte di Dax (la mattina i funerali a Rozzano). Piccoli scontri interni al corteo e alcuni danneggiamenti
* Teknocasa - occupazione 29 Marzo 2003
* Teknocasa - sgombero 29 Aprile 2003 (10 denunce)
* 25 Aprile 2003 piccoli momenti di conflittualità all'interno del corteo di movimento
* Malamanera - occupazione 4 Luglio 2003
* Reload 1 e Reload 2 - occupazioni e sgomberi Settembre/Ottobre 2003
* Casa Loca - Occupazione Ottobre 2003
* Ottagono - Occupazione e sgombero Autunno 2003
* 40/42 - occupazione nella notte tra l'11 e il 12 Dicembre

2004

* PRK 251 - sgombero Febbraio 2004
* PRK - occupazione in Via Paolo Sarpi e sgombero
* 40/42 - autosgombero primavera 2004
* 13 Marzo 2004 corteo nazionale e occupazione di viale Umbria
* 18 Marzo 2004 sgombero viale Umbria
* Marzo 2004 Arresti Marta Milo Fede e Orlando
* Via Adda - sgombero e deportazione 1 Aprile 2004 preparato dai media nelle settimane precedenti con una campagna di terrore. Una parte di città viene bloccata per consentire lo sgombero. L'esercito era nelle strade di milano, quella mattina.
* 25 Aprile 2004 piccola sassaiola al consolato americano
* 7 Agosto 2004 - raid fascista in ticinese - Malabestia e Conchetta
* 1 Ottobre 2004 tafferugli al libraccio di piazza Fontana alla fine di un corteo studentesco (denunce)
* 2 Ottobre 2004 corteo antifa dopo gli accoltellamenti estivi (volano schiaffi pesanti a dei compagni da parte di gentaglia che gode a praticare endosorveglianza)
* Attentati notturni al Cantiere e al Vittoria
* 11 Dicembre 2004 tafferugli al corteo studentesco per piazza Fontana

2005

* Gennaio 2005 attentato incendiario all'ORSo
* Febbraio 2005 attentato incendiario e devastazione al Vittoria (il giorno dopo banchetti di AN incendiati e corteo autorganizzato di alcune decine di stud verso il Vittoria)
* Marzo 2005 corteo squallidissimo per il secondo anniversario dell'omicidio di Dax
* Primavera 2005 aggressioni dei nazi in ticinese. La più eclatante fu quella al vicolo calusca, storico ritrovo di compagn*, quel giorno difeso da pochissime persone (fuggi fuggi generale davanti all'apparizione dei fasci)
* Occupazione dormitorio comunale di via Maggianico 22 Aprile 2005
* Il primo 25 Aprile a Milano da molto tempo senza un corteo di movimento. i "Compagni" organizzeranno un presidio in San Babila.
* Sgombero via Maggianico 17 Maggio 2005
* Occupazione via Verro 2 Giugno 2005
* Sgombero via Verro 2 Giugno 2005
* Occupazione via Maggianico 3 Giugno 2005
* Sgombero via Maggianico 3 Giugno 2005
* Malamanera - sgombero 19 Luglio 2005
* 31 Ottobre 2005 occupazione atrio università Statale (le lezioni non ci sono ovviamente durante il ponte, ma finito il ponte riprendono con relativa tranquillità nonostante i pochi sacchi a pelo)
* 16 Novembre 2005 occupazione via Lecco (migranti con l'aiuto dei disobba)
27 Dicembre 2005 sgombero via Lecco, dei disobba neanche l'ombra, durante la gelida nottata passata li davanti
* Bulk - Dicembre 2005 Occupazione via Piranesi
* Bulk - Dicembre 2005 Sgombero via Piranesi

2006

* Kasa - Occupazione inizio 2006
* 11 Febbraio corteo contro un presidio di FN in zona Ripamoni (seguiranno denunce)
* 11 Marzo 2006 il suicidio
* Maggio 2006 i fatti di via De Amicis, fermi e 2 arresti
* 17 Giugno 2006 corteo nazionale per la liberazione dei 25 arrestati l'11 Marzo, corteo preceduto da settimane allucinanti all'interno del (fu) movimento milanese
* Estate 2006 gli/le assolti dell'11 marzo vengono liberati, gli altri trasferiti ai domiciliari fino a Settembre
* 20 Giugno 2006 sgombero KASA
* 11 Ottobre 2006 sgombero ORSo

2007

* 17 Marzo 2007 occupazione auletta Statale
* 28 Aprile 2007 occupazione Volturno
* 26 Luglio 2007 sgombero Volturno
* Estate 2007 sgombero auletta Statale
* 20 Settembre 2007 sgombero Garibaldi
* 9 Ottobre 2007 schiaffi dai fasci in Statale e botte dalla polizia

Considerazioni sul corteo di Vicenza

— Inviato da nessuno @ 17:01

BREVI CONSIDERAZIONI SU  VICENZA


Scrivo queste brevi considerazioni per cercare di fare un po' il punto della situazione, lo stato delle cose prima della pausa natalizia.

SUL CORTEO

Per me ha veramente poca importanza stare a fare la conta di quanti eravamo; ha più importanza in questo caso guardare alla qualità politica espressa, ai suoi significati ed ai suoi divenire.
Siamo stati meno di febbraio, la metà credo,  e nonostante questo è stato un corteo molto partecipato di decine di migliaia di persone;  la maggioranza dei partecipanti mi è parsa più territoriale che movimentista nazionale.

questo per dire che il lavorio dei comitati sul territorio circostante ( veneto in generale) qualcosa deve aver smosso.
Trattandosi però di un corteo lungamente lanciato come europeo i risultati sono stati inferiori alle aspettative.
Le motivazioni da questo punto di vista vanno ricercate sulle sponde aride di movimento ma di questo parlerò dopo.

e' stato un corteo largamente  "pacificato e  rincoglionito" per usare l'espressione di un compagno che ho colto su una lista.  Più o meno una fotocopia più piccola del corteo di febbraio scorso, con la  variante che quel corteo era montato su una campagna pubblicitaria terroristica che aveva spinto molti a schierarsi mentre questo è passato quasi sotto silenzio.
(ho notato molto sdegno rispetto al silenzio dei media,  che non mi stupisce, mentre mi sorprende invece dopo così tanto tempo ancora lo stupore stupido di molti compagni su questi fatti - questo è un argomento su cui si potrebbe discutere)
 (Continua)

Frammenti di memoria #25

— Inviato da nessuno @ 12:41

gioisco della decadenza dell'umanità
vani i tentativi di ingannarmi ancora
sarò punto di riferimento solo di me stesso
le vostre pene mentali vi accompagnino alla morte
avete bisogno di appoggio sentimentali
ammassatevi inermi nelle nebbie della valle
affogate nella melma e nel fango della piana
mai salirete tra i fieri eroi dell'atto distruttivo
sul vertice impeccabile di questo monte
cresciuto dalla terra spregiudicato ed insolente

 

Angry Brigade 


Genova novembre 2007. Considerazioni

— Inviato da nessuno @ 21:34
Ricevo e inoltro un documento scritto qualche giorno fa da alcuni compagn* di Genova. 
 
LORO PARLAVANO DI AZZERARE IL DEBITO
COME COSTRINGERLI AD AZZERARE TUTTE LE CONDANNE?

Sarebbe bello non dover perdere tempo a scrivere e dire nulla sulla manifestazione indetta il giorno 17 a Genova. Non perché questo vorrebbe dire che la manifestazione non ci sarebbe e con lei tutti i disobbedienti e compagnia cantante, ma perché saremmo occupati in qualcosa di più significativo, con disobba, pacifisti e partiti della sinistra radicale (radicale???!!!) relegati nell’angolo che a loro competerebbe: oggetto di discussione per governi sicuritari ed opposizioni altrettanto, specchietti per le allodole per stolti.
Sapremmo infatti, come in effetti dovremmo sapere, che per questi figuri era scontata la mossa della manifestazione (soprattutto in questo periodo in cui essi stessi hanno in ballo altre incombenze politiche da supportare), che nessun compagno rivoluzionario si sarebbe in qualche modo sentito di “doverci” essere, che avevamo costruito percorsi credibili e che altre iniziative,  lotte vere ed una gestione collettiva e di classe delle giornate del G8, portata avanti in questi anni, ci avrebbero permesso di dare segnali forti rispetto alla prossima sentenza.
Non è così, ma non ci piace fare finta di niente, metterci quindi nel calderone e ricominciare a dire che opportunisti, cogestori della repressione (anche a costo di far andare in galera qualcuno di loro in buona fede), concertatori su tutto, ancora una volta abbiano tentato di passare sulle nostre teste e su quelle di quanti e quante hanno determinato un’oggettiva rottura degli schemi dei “diritti” concesso da stato e capitale nei giorni del G8 di Genova.
Fanno il loro lavoro, ricoprono il ruolo scelto, non si vede perché dovrebbero fare altro. E non si vede perché si debba scendere su questo terreno, che, tra l’altro, non ci appartiene e quindi ci risulta ancor più spinoso rispetto alla pratica dei nostri reali bisogni.
 (Continua)

Sugli arresti del 12 Febbraio

— Inviato da nessuno @ 00:01

pur non condividendo del tutto le posizioni dei promotori dell'assemblea di venerdi, credo sia giusto girare questo comunicato.

 

A nove mesi dagli arresti,
l’assemblea promossa dall’associazione parenti e amici degli arrestati il 12/2/2007, tenutasi il 9/11/2007 presso il Csoa Cox 18 a Milano, con nuova forza, data dalla affollata partecipazione che mostra la continuità della solidarietà che si è espressa fin da subito nei confronti dei compagni arrestati ed ha impedito l’isolamento e lo sradicamento dal contesto sociale e di classe da cui essi provengono:
Denuncia
1- Le pesanti condizioni di detenzione in regime di Eiv (Elevato indice di vigilanza) in cui i compagni sono rinchiusi, i continui trasferimenti, l’isolamento a cui vengono a più riprese costretti a causa del divieto di incontro disposto dalla Bocassini. Le assurde angherie a cui sono sottoposti i compagni e la compagna che si trovano ai domiciliari come la negazione di comunicare via posta cosa che invece in carcere era permessa (anche nei bracci della morte si può scrivere ad amici e parenti!).
Questa è una situazione che molti altri prigionieri vivono nelle moderne galere della “democrazia” italiana.
2- La negazione sistematica del diritto alla difesa che si manifesta con il trasferimento continuo dei compagni in carceri diverse tra di loro ed estremamente lontane dalla sede processuale oltre che dalle famiglie, il divieto di incontro che impedisce la difesa collettiva, le enormi spese degli incartamenti (oltre 200.000  pagine), i tempi non rispettati nel deposito degli atti …
Di fatto la quasi certa impossibilità per gli imputati di venire a conoscenza di tutta l’inchiesta e di conferire con i propri legali.
3- Il linciaggio mediatico a cui compagni, parenti e amici sono sottoposti all’insegna del motto “sbatti il mostro in prima pagina” sull’onda delle veline della procura e, invece, il complice silenzio su notizie che smontano l’impostazione dell’accusa come quella sulla concessione degli arresti domiciliari  a ben sei imputati di questa inchiesta. 
4- L’uso dei reati di “terrorismo” sempre più dispiegato per colpire e intimorire non solo chiunque si opponga politicamente allo stato di cose presenti professando idee di cambiamento e aspirazione di comunismo o anarchismo ma anche chi semplicemente lotta per migliori condizioni di vita come mostrano le ultime inchieste della magistratura da Cosenza a Perugia, in particolare attaccando le avanguardie dei lavoratori che non riconoscono la direzione dei sindacati ufficiali.
6- L’attacco continuo e la volontà di criminalizzare e reprimere la solidarietà come mostra il fatto che questa inchiesta da dopo il 12 febbraio è diventata un’inchiesta contro la legittima solidarietà che parenti e amici, compagni e compagne, situazioni di movimento e di classe hanno manifestato e continuano a manifestare.
7- La natura politica del processo  e l’uso politico che ne viene fatto. Infatti, la funzionalità politico-mediatica di questa inchiesta, con gli arresti eseguiti non casualmente in un momento di difficoltà governativa legata al rifinanziamento delle missioni di guerra e alla militarizzazione del territorio (vedi il caso della base Usa “Dal Molin” di Vicenza e il progetto per i caccia F35 a Novara) viene oggi ribadita con la convocazione dell’udienza preliminare per il 12 dicembre.
Fissare l’udienza nella data simbolo dello stragismo di stato, se da un lato può sembrare una provocazione, dall’altro mostra la continuità di quel potere politico che, ieri stragista, oggi mette sul banco degli imputati i compagni e su quello degli accusatori (come presunte parti lese) i fascisti di Forza Nuova, i piduisti di Forza Italia, i padroni assassini come quello della Breda e i teorici dello sfruttamento dei lavoratori come Ichino. Ci chiediamo chi ha leso veramente chi?
Tutto questo tentando un’operazione di rovesciamento delle parti e di cancellazione della memoria storica. Lo stato e gli esecutori materiali della strage di Piazza Fontana, i fascisti, si troveranno nuovamente a fare fronte comune contro operai, studenti e comunisti. 
Forza Nuova ha già annunciato che chiederà la piazza e questo nella Milano antifascista proprio nella data in cui è stata drammaticamente ferita. Ciò succede in un clima di “campagna di sicurezza” che alimenta paura e razzismo.
Questa è una questione che riguarda tutto il movimento di classe e antifascista.
L’assemblea di conseguenza
lancia un appello per costruire una mobilitazione che faccia fronte a tutto ciò.
E’ un processo contro tutti.
Mobilitiamoci tutti!
Costruiamo un incontro per preparare il 12 dicembre.

Infine l’assemblea saluta calorosamente tutti i compagni in carcere e agli arresti domiciliari.


 


 


Ottobre 1956 - Ungheria

— Inviato da nessuno @ 16:19

con qualche giorno di ritardo giro un documento dell'anno scorso sull'anniversario della rivolta ungherese del 1956 

 

VIVA L’INSURREZIONE UNGHERESE DEL ’56!

In questi giorni cade il cinquantesimo anniversario dell’insurrezione ungherese.

Vogliamo ricordare quella rivolta e salvarne lo spirito da tutti i tentativi di falsificazione.

Il 23 ottobre del ’56, in Ungheria, il malcontento a lungo covato contro il regime burocratico esplode in una gigantesca manifestazione. Il giorno successivo i carri armati sovietici occupano militarmente le strade di Budapest. La contestazione di massa si trasforma in una vera e propria insurrezione sociale contro il regime di Rákosi e contro l’imperialismo sovietico. Il cuore pulsante della rivolta sono i Consigli Operai. Riprendendo il testimone della Comune di Parigi, dei Soviet russi del 1905 e del 1917, della rivoluzione tedesca e di quella ungherese del ’19, i lavoratori cacciano i burocrati dalle fabbriche e si organizzano direttamente, con delegati operai eletti dalle assemblee e revocabili in ogni istante dalle stesse. Partendo dalla zona industriale di Miskolc, i Consigli Operai si diffondono in tutta l’Ungheria, diventando lo strumento di coordinamento della lotta e di organizzazione della vita sociale. Se il secondo intervento sovietico (il 4 novembre) riesce a formare un governo fantoccio, non riesce a domare la rivolta. Gli scontri si generalizzano: dalla resistenza passiva di massa (in cui sono attive soprattutto le donne) alle pratiche di guerriglia contro lo Stato. La risposta del governo - al quale rimane fedele solo la polizia segreta, dal momento che moltissimi soldati solidarizzano con i rivoltosi - è l’instaurazione della legge marziale: i mercenari in divisa sparano sulla folla, i delegati dei Consigli vengono assassinati, il fermo di polizia raggiunge la durata di sei mesi...

Eppure il popolo non demorde. Il 14 novembre, in quella che è ormai la Comune di Budapest, nasce il Consiglio Centrale Operaio, l’unico organo riconosciuto dagli sfruttati perché basato sull’autogestione. Trentacinque anni dopo, gli insorti ungheresi riprendono nei fatti l’urlo dei marinai di Kronstadt: “Viva i Soviet senza i bolscevichi!”.

Nonostante il terrore, i lavoratori non riprendono imbavagliati il proprio posto nelle fabbriche e nelle miniere controllate dal Partito. Continuano i sabotaggi, numerose miniere vengono allagate, la fornitura di energia elettrica viene interrotta, la produzione cala drasticamente. I contadini, che ai funzionari stalinisti ripetevano di non avere cibo, portano il proprio raccolto ai Consigli Operai e ai comitati studenteschi.

L’11 dicembre uno sciopero generale paralizza il paese per 48 ore. Benché soffocata nel sangue, la rivolta popolare non scompare, mantenendo viva l’agitazione operaia per i tre anni successivi. Non appoggiata (salvo poche eccezioni) dai suoi fratelli d’Occidente, l’insurrezione ungherese si spegne tra repressione ed esilio di moltissimi rivoluzionari.

Se per gli stalinisti della Pravda quella rivolta era un “colpo di Stato fascista”, oggi i capitalisti del mondo intero ce la presentano come una “rivoluzione democratica e nazionale” (con i fascisti stessi che la difendono falsificandola). Della rivendicazione comunista, libertaria e antiburocratica “le fabbriche agli operai” non è rimasta traccia. Chi oggi esporta la “libertà” con le bombe al fosforo, si indigna che altri volessero esportare il “comunismo” con i carri armati...

Se non può che farci piacere il fatto che l’ex stalinista Napolitano non sia stato invitato alle commemorazioni ufficiali (perché difese, assieme a tutto il PCI, i carri armati sovietici), ci fa semplicemente schifo che vi sia stato accolto Bush.

Per noi gli insegnamenti di quella grande insurrezione sono ben altri: si chiamano antimperialismo, democrazia diretta, autorganizzazione...

ABBASSO IL CAPITALISMO, ABBASSO LA BUROCRAZIA!


anarchici
[Ottobre 2006]

Nessuna pietà

— Inviato da nessuno @ 18:37

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Ordinaria democrazia. Sui fatti di Bologna una lettera dal Carcere.

— Inviato da nessuno @ 15:29

Ci hanno arrestato il 17/10/2007, ci hanno giudicati per danneggiamento aggravato (per scritte sui muri, per aver offuscato la telecamera e lo schermo di un bancomat, per aver buttato un secchio di vernice e dei bolognini dentro una macelleria) non mi interessa dire se la condanna è pesante o meno, non voglio entrare in questa polemica, non mi sono neanche stupito, la mia coscienza già sapeva cosa vuol dire “ordinaria democrazia”, ma anche se non lo avessi saputo mi sarebbe bastata quest’esperienza per capire com’è questa tanto “amata” ordinaria democrazia (vabbé, anche se uno si guarda intorno lo capisce).

 (Continua)

Rappresaglia e redenzione

— Inviato da nessuno @ 17:39

Giro un documento sulle condanne richieste per gli scontri del G8 di Genova trovato qua:

http://liguria.indy.ortiche.net/node/165

 

Rappresaglia e Redenzione

Rileggiamo attentamente alcuni passaggi della requisitoria con cui i PM hanno chiesto 25 condanne da 6 a 16 anni, per un totale di 225 anni, cioè oltre due secoli:

PM dott. Canciani: «Io forse chiederei a voi tutti, una volta accertata la responsabilità delle persone, di avere il coraggio di chiamare le cose che abbiamo visto con il loro nome, come avremo il coraggio di chiamare massacro quello che è avvenuto alla scuola Diaz. Il PM non chiede pene esemplari, perché si potrebbero dare quando vi è un ampia scelta per il tribunale di muoversi tra un minimo e un massimo. Credo che il legislatore vi abbia tolto dall'imbarazzo, perché se riterrete di chiamare i fatti con il nome che merita, il legislatore ha stabilito una pena minima di 8 anni. [...] Non delle pene esemplari ma delle pene severe, e speriamo che analoga severità vengano usate in altri processi, perché l'interesse comune è che quello che è avvenuto nel 2001 a Genova non accada mai più».

La prima, piccola, considerazione riguarda il passaggio sul blitz alla scuola Diaz:

 (Continua)

Frammenti di memoria #24

— Inviato da nessuno @ 18:48

LEGGE CONTRO IL CRISTIANESIMO

Data nel giorno della salvezza, nel primo giorno dell'anno uno (- il 30 settembre 1888 della falsa cronologia)

Guerra mortale contro il vizio: il vizio e' il cristianesimo

Prima proposizione - Viziosa e' ogni specie di contronatura. La varieta' di uomo piu' viziosa e' il prete: lui INSEGNA la contronatura. Contro il prete non si hanno ragioni, si ha il carcere.

Seconda proposizione - Ogni partecipazione a un servizio divino e' un attentato al buon costume. Si deve essere piu' duri contro i protestanti che contro i cattolici, piu' duri contro i protestanti liberali che contro i protestanti di stretta osservanza. L'elemento criminale nell'essere cristiani aumenta nella misura in cui ci si avvicina alla scienza. Il criminale dei criminali e' percio' il FILOSOFO.

Terza proposizione - Il luogo maledetto dove il cristianesimo ha covato le sue uova di basilisco sia raso al suolo e atterrisca tutta la posterita', in quanto luogo NEFANDO della terra. Vi si allevino serpenti velenosi.

Quarta proposizione - La predica della castita' e' un pubblico incitamento alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni insozzamento della medesima mediante il concetto di impuro e' il vero e proprio peccato contro lo spirito santo della vita.

Quinta proposizione - Ci mangia allo stesso tavolo con un prete sia messo al bando: con cio' costui si scomunica dalla retta societa'. Il prete e' il NOSTRO Ciandala - sia proscritto, affamato, cacciato in ogni specie di deserto.

Sesta proposizione - La storia sacra sia chiamata con il nome che merita: storia MALEDETTA, le parole Dio, Salvatore, redentore, santo,siano usate come insulti, come marchi d'infamia.

Settima proposizione - Il resto segue da cio'.

 

L'Anticristo

(Friedrich Nietzsche)


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