prendre parti

Politicanti... 2...

— Inviato da nessuno @ 12:28

Questo articolo é di qualche giorno fa.

340 euro in più ai consiglieri regionali 

Così la retribuzione arriva a sfiorare i 13 mila euro al mese. «È l'80% di quella dei parlamentari». I Verdi: li destineremo a un fondo

L'adeguamento è un aumento secco di 340 euro al mese. Due conti: fanno 4.080 euro in più all'anno sul conto in banca di ogni consigliere regionale. È quanto si può permettere all'anno una famiglia media per spese extra (dati Camera di Commercio). Nel bilancio preventivo 2007 della Camera dei deputati è infatti spuntato «l'adeguamento dell'indennità a quello dei giudici Presidenti di sezione della Cassazione ». E dal momento che gli eletti del Pirellone percepiscono per legge l'81% dei parlamentari, il ritocco gonfia a cascata le buste paga degli 80 eletti in Regione (81 con il governatore). «Solita demagogia. È sempre colpa dei giudici», sorride un consigliere, che concede la battuta ma tiene all'anonimato. Ironia fuori luogo, sbottano severi i Verdi Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro: «L'aumento si aggiunge a uno stipendio che andrebbe ridotto, come tutti i costi della politica».

Il motivo, semplice, «è scandaloso in un momento in cui i cittadini vengono colpiti da nuovi rincari» e «una famiglia su 5 non arriva a fine mese». Dunque? «Abbiamo presentato un progetto di legge che impegna i consiglieri a destinare l'aumento a un Fondo di Solidarietà». Fotografia del Pirellone: lo stipendio di un consigliere (fino a ieri) era di 12.555 euro al mese. Le sedute dell'assemblea, nel 2006, sono state 34 per 157 ore di lavoro complessivo. Dunque, aumento giustificato o no? «Com'è noto abbiamo il compenso parametrato a quello dei deputati», risponde l'assessore Giancarlo Abelli (FI). Ma i Verdi dicono... «È un'iniziativa demagogica. I costi della politica sono altri!». Massimo Corsaro, coordinatore di An, propone invece «di bloccare l'automatismo degli aumenti. Ma senza fare demagogia».

Senza demagogia, «questo ritocco all'insù non è comunque capito dai cittadini», riflette l'assessore leghista Massimo Zanello. Insomma, «non era necessario. Ma il problema non è il compenso, è meritarselo». Anche il capogruppo Ds Giuseppe Benigni e Maria Grazia Fabrizio della Margherita pensano che «ogni automatismo vada interrotto finché non si definiscano nuove regole». Intanto, il primo scriverà all'ufficio di presidenza per ottenere il «congelamento dei compensi ». Mentre la seconda denuncia ciò che trova «sconvolgente », l'assenteismo. In certe commissioni, ecco, «ci sono 3 consiglieri su 30». Anche senza demagogia.

Il Corriere

 


Politicanti...

— Inviato da nessuno @ 12:15
Ripesco un articoletto dell'Espresso di qualche anno, quando il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma va' ?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei
verbali ufficiali.

STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)

+TELEFONO CELLULARE gratis

TESSERA DEL CINEMA gratis

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

FRANCOBOLLI gratis

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

PISCINE E PALESTRE gratis

FS gratis

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis

CLINICHE gratis

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

ASSICURAZIONE MORTE gratis

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro
(1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi
(per ora!!!)

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali
(in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per
quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della
Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una
segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255
MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

Frammenti di memoria #18

— Inviato da nessuno @ 15:57

Tesi per la liberazione dal lavoro 

1) L'ideologia del lavoro è lo stratagemma con cui la società repressiva riesce a ritardare il trapasso generalizzato già ora possibile ad una società senza classi e libera dalla schiavitù del lavoro.

2) Il mercato mondiale nella sua ultima fase: lo scambio dei prodotti materiali sussiste solo come forma economica in via di superamento; la forma più evoluta ed ormai realizzata su scala planetaria è lo scambio di merci ideologiche.

3) Le ideologie, fondamento dell'attuale ricchezza delle nazioni, sono le merci nella loro moderna versione: il loro valore è dato dal tempo di consenso che riescono a garantire. Esse sono la forma in cui si manifesta il capitale ed è attraverso esse che si esercita il potere.

4) L'ideologia scambiata tra gli stati, quelli comunisti non esclusi, viene poi distribuita al minuto al proletariato per essere consumata. Viene imposta sotto forma di legge naturale: il lavoro come maledizione continua e la produzione come necessità ineluttabile.

5) La logica del lavoro contiene però le condizioni per il suo totale superamento. Il capitale potrebbe oggi ridurre il tempo di lavoro della metà: le forze sedicenti rivoluzionarie includono nei loro obiettivi la riduzione progressiva del tempo di lavoro poiché rappresentano il dissenso concesso

6) La produzione imposta di merci materiali ed il consumo imposto di merci ideologiche si identificano e il salariato occupa le sue 24 ore alternativamente nell'una o nell'altra forma. La giornata lavorativa è ormai di 24 ore: vita produttiva e vita quotidiana coincidono ormai per la loro miseria.

7) Nessuna forma di lavoro salariato; sebbene l'una possa eliminare gli inconvenienti dell'altra, può eliminare gli inconvenienti del lavoro salariato stesso. Perciò è indispensabile che il pensiero si armi nelle strade.

8) Nella rivolta proletaria di Reggio Calabria, come prima di Casetta e Battipaglia, ciò è avvenuto. Il proletariato si è costituito in teppa per lanciare la sua sfida cosciente all'incoscienza dell'ordine costituito. La solitudine del proletariato ed il volto osceno e ghignante delle sue insurrezioni lasciano costernati i suoi oppressori ed i suoi falsi protettori.

9) Gli amici napoletani di Agostino ed i devastatori calabresi hanno chiarito, per l'ultima volta, che la nuova lotta spontanea comincia sotto l'aspetto criminale e che si lancia nella distruzione delle macchine del consumo permesso.

10) Oggi a Reggio i motivi di rivolta sono definiti «futili». Infatti il proletariato non ha particolari motivi per ribellarsi poiché li ha tutti; non ha richieste particolari da rivolgere al potere poiché il suo obiettivo è la distruzione di ogni potere che non sia quello esercitato dai consigli proletari.

11) I Consigli Proletari non chiederanno nulla di meno della distruzione di questa società, dell'abolizione del lavoro, dell'eliminazione violenta di ogni istituzione separata (scuole, fabbriche, prigioni, chiese; partiti, etc.) poiché esisterà il potere decisionale di ciascuno nel potere unitario ed assoluto dei Consigli.

12) I Consigli Proletari non saranno nient'altro che l'inizio della costruzione da parte di tutti della vita libera e felice oggi relegata nei desideri e nei sogni prodotti dall'infelicità dell'attuale sopravvivenza.

13) Proletari coscienti, che la maledizione del lavoro sia maledetta, che l'ineluttabilità della produzione diventi il suo lutto.

Questo testo è stato distribuito dall’organizzazione consiliare nell’Ottobre del 1970; tratto da <<Acheronte>> 14/11 1970 Torino.


Frammenti di memoria #17

— Inviato da nessuno @ 01:16

POTERE OPERAIO - ULTIMO NUMERO NOVEMBRE '73 

Atti del seminario di Padova

28 luglio - 4 agosto 73

 

Ricominciare da capo non significa tornare indietro

 

Perchè usciamo dal gruppo

Perchè scegliamo l' Autonomia organizzata

Non torniamo indietro andiamo avanti

 

Perchè ricominciamo daccapo dopo dieci anni da quella Piazza Statuto, mai abbastanza maledetta da padroni e riformisti, che è stata il nostro congresso di fondazione? Perchè crediamo oggi fondamentale una radicale campagna di rettifica di linea e di dissoluzione della "struttura di gruppo", una vera e propria rivoluzione culturale nell' ambito della organizzazione della sinistra rivoluzionaria? Perchè e come riproponiamo il tema dell' organizzazione di classe, dopo questi dieci anni di crescita del movimento ed alcuni momenti di egemonia sul movimento rivoluzionario complessivo? Quali sono le prime scadenze, i primi elementi di programma e le forme di organizzazione che una fase di chiarimento, di dibattito e di lotta politica ha enucleato e sulla quale dobbiamo provarci?

 (Continua)

Frammenti di memoria #16

— Inviato da nessuno @ 13:01

AVVISO

riguardo la società dominante e coloro che la contestano 

 

BERKELEY-SAN FRANCISCO — novembre 1974


Considerato,

che “la critica che va al di là dello spettacolo deve saper attendere”;

Considerato,

che la società spettacolare ci mantiene in una schizofrenia sociale organizzata, offrendo fantasie utopistiche o nostalgiche senza conseguenze pratiche, o l’impegno empirico nell’attualità senza coscienza della totalità;

che quest’organizzazione dominante della confusione trova la sua espressione naturale, ed il suo rafforzamento, nel movimento stesso che mira ad opporvisi — nella forma organizzativa astratta che precede il suo contenuto o nell’associazione concreta che resta inconsapevole della sua forma;

Considerato,

che la critica incessante del milieu rivoluzionario, lontano dall’essere un atteggiamento meschino o “settario”, è una tattica centrale, poiché questo milieu tende a riprodurre in sé stesso, in forma concentrata, le principali contraddizioni e miserie della società dominante che combatte;

il nostro disprezzo per quasi tutte le organizzazioni radicali esistenti, che, presentando sé stesse come leadership da seguire o come esempio di uno stile migliorato di vita da imitare, generano illusioni sulla possibilità di un cambiamento fondamentale senza il rovesciamento completo di tutte le condizioni esistenti, la negazione dell’economia mercantile e dello Stato;

Considerato,

che la prossima rivoluzione esige che, per la prima volta nella storia, le masse proletarizzate sviluppino la coscienza pratica della loro lotta, non mediata da capi o specialisti;

che un secondo attacco internazionale contro la società di classe, che è cominciato in modo diffuso negli anni ’50 e che ha ottenuto la sua prima vittoria decisiva nelle lotte aperte della fine degli anni ’60, sta già entrando in una nuova fase, gettando via le illusioni e le imitazioni dei fallimenti di mezzo secolo fa per iniziare a confrontarsi con i suoi veri problemi;

che negli Stati Uniti, dopo un decennio di lotte diffuse, che mettono in dubbio tutti gli aspetti della società moderna ma per la maggior parte a partire da prospettive ingenue o separatiste, ora sono i lavoratori stessi che iniziano a lottare autonomamente contro il regno della separazione, contro l’istituzione del lavoro ed il suo rovescio, gli svaghi alienati consumati passivamente;

che mentre qui la nuova lotta di classe non è rimasta indietro rispetto a quelle che avevano luogo negli altri paesi industrializzati moderni, la sua coscienza di sé stessa è rimasta indietro (il fatto che non ci si può ancora procurare i principali testi dell’Internazionale Situazionista nella più avanzata società spettacolare non è che l’espressione più eclatante di questo sottosviluppo teorico);

che i proletari devono confrontarsi con l’immensità dei loro compiti, i compiti di una rivoluzione che questa volta dovranno condurre loro stessi;

che se siamo “difficili da comprendere”, non è perché il nostro linguaggio è inutilmente complesso, ma perché i problemi del movimento rivoluzionario moderno sono necessariamente complessi; e che è il progresso stesso di questa lotta verso il momento della semplificazione radicale della questione sociale che inizia a renderci meno difficili da comprendere;

Considerato,

che un’organizzazione rivoluzionaria non può in alcun modo essere da sé un’alternativa alla società dominante; che finché le masse non hanno creato le condizioni per la costruzione di una vita sociale liberata, impadronendosi e trasformando la tecnologia materiale ed rovesciando ogni autorità esterna a sé stesse, ogni realizzazione radicale positiva tende ad essere recuperata nel sistema come riforma reale o come rivoluzione spettacolare;

che la funzione dell’organizzazione rivoluzionaria come quella della teoria e della pratica rivoluzionaria in generale è fondamentalmente negativa, critica, attaccando gli ostacoli alla realizzazione delle condizioni di una creatività sociale positiva;

che se devono essere realizzate in pratica, le tendenze e le divergenze teoriche devono essere tradotte in questioni organizzative;

Considerato,

che la pratica della teoria comincia a casa propria;

Noi dichiariamo,

che non costituiamo un’organizzazione rivoluzionaria permanente, formale o informale, anche qualora alcuni fra noi dividano o abbiano diviso la stessa casella postale;

che ciascuno di noi, scrivendo un testo o traducendo un testo di un altro, parla al movimento rivoluzionario soltanto a nome proprio, per quanto le basi generali della teoria rivoluzionaria moderna siano riconosciute da tutti noi;

che se alcuni di noi hanno discusso o anche collaborato ad alcuni progetti, abbiamo spesso evitato tali discussioni o collaborazioni, preferendo l’uno o l’altro di noi fare da sé i propri errori piuttosto che contare sulla protezione dei buoni consigli dei suoi compagni;

che nella misura in cui ci associamo tra noi o con altri, definiamo le modalità e delimitiamo l’ambito di tale collaborazione; mirando sempre ad incitare le correnti radicali al rigore e all’autonomia, rifiutiamo il contatto con quelli che hanno scopi contrari o con quelli che mancano delle basi concrete per tale collaborazione;

che la decisione di proseguire indipendentemente le nostre rispettive attività è basata su considerazioni particolari e non su un qualunque anti-organizzazionismo spontaneista;

che queste considerazioni comprendono: il desiderio di ciascuno di noi di sviluppare il massimo d’autonomia teorico-pratica; il desiderio di favorire lo sviluppo di strategie distinte in una rivalità proficua; lo stato della lotta per la teoria pratica in questo momento e in questo luogo;

che questa decisione è suscettibile di cambiamento quando la realtà delle nostre situazioni o del movimento rivoluzionario avrà reso possibili ed avrà definito forme d’associazione più appropriate ai compiti che ci diamo.

TITA CARRIÓN, ROBERT COOPERSTEIN, ISAAC CRONIN,
DAN HAMMER, KEN KNABB, GINA ROSENBERG, CHRIS SHUTES
 

Allora.

Pensate di avere qualcosa di comune con noi (oltre alla miseria che ognuno condivide)... Vedete qualcosa di interessante in ciò che diciamo... Cose che voi stessi avete già pensato... Vi togliamo le parole dalla bocca...

Non datevi la pena di farcelo sapere.

Smettetela di inviarci i vostri inutili elogi, le vostre opinioni oziose, le vostre noiose questioni, le vostre vane richieste di incontrarci. Non vogliamo sentir parlare del vostro “accordo” con noi finché non sbocca su qualcosa di pratico.

Pensate di avere qualcosa in comune con noi? Provatelo.

 

Frammenti di memoria #15

— Inviato da nessuno @ 13:03

Roma 12 Giugno 1979 - Interrogatorio di Lucio Castellano avanti al Giudice Istruttore 

L'Ufficio contesta all'imputato che dalle indagini di Polizia Giudiziaria risulta che egli concorse alla direzione politica della associazione denominata "Potere Operaio", partecipando con altre persone alla organizzazione di tale associazione diretta a promuovere l'insurrezione armata contro lo Stato, con conseguente sovvertimento violento delle libere istituzioni repubblicane, per la conquista violenta del potere da parte degli appartenenti alla associazione stessa. Il programma insurrezionale venne proposto nel corso di numerosi dibattiti e congressi dai massimi esponenti di Potere Operaio, che posero in evidenza la necessità della militarizzazione del movimento, del passaggio alla clandestinità delle avanguardie armate, e della costituzione del partito armato. Risulta altresì dalle indagini di Polizia Giudiziaria che il Castellano faceva parte del direttivo nazionale della predetta associazione, nonchè del direttivo centrale romano e del direttivo "Cinecittà". Allo stesso direttivo romano appartenevano Leoni Andrea, Morucci Valerio, Pace Lanfranco, Rosati Luigi ed altri che in seguito sarebbero entrati a far parte di organizzazioni terroristiche variamente denominate. Nel corso di una perquisizione eseguita dalla Polizia Giudiziaria presso la sede di Potere Operaio di Via dell'Umiltà, fu sequestrato nella bacheca situata all'ingresso un opuscolo delle Brigate Rosse. Da documenti sequestrati presso l'abitazione di Pasquini Vittoria. anche essa appartenente all'esecutivo nazionale di P.O., emerge che nel corso di riunioni dell'esecutivo nazionale della suddetta associazione venne ribadita la necessità della lotta insurrezionale e del "rafforzamento militare del movimento", affermando inoltre che i "servizi d'ordine" dovevano essere interpretati come esercitazione in preparazione della guerra civile. Si sostenne altresì nel corso delle predette riunioni, che la guerriglia ha una funzione pedagogica e che l'esperienzia della guerriglia urbana è valutata come mobilità di attacco, a partire dai quartieri e dai bisogni proletari. Si discusse ancora della presa del potere, della metropoli come base insurrezionale, della istituzione nei quartieri di organismi autonomi sull'esempio dell'IRA, e di basi rosse. Si parlò infine di un fronte popolare come prima tappa verso la "distruzione dello stato" e di lotta armata che doveva essere legata alla "guerra di lunga durata". Da un documento sequestrato in data 14/5/1977 risulta che Oreste Scalzone collaboratore della rivista Metropoli, rivolgendosi ai compagni Maesano, Pirri, Zagato, Leoni, Castellano ed altri, affermava di voler riprendere l'attività del Collettivo politico di lavoro teorico, iniziata nel luglio del 1976 sulla base di una bozza pubblicata in "Senza tregua" numero del luglio 1976 con il titolo "Realismo della politica rivoluzionaria" e ricordava alle predette persone che le discussioni avute all'inizio del dicembre 1976 avevano una scaletta del seguente tenore: 1) il processo di riforma dello Stato; 2) crisi e ristrutturazione capitalistica; 3) nuova socialdemocrazia autoritaria; rappresentanza, crisi della rappresentanza; 4) risultati della azione politica; una figura unitaria massificata é "l'operaio sociale"; 5) teoria dei bisogni emergenti. Critica del valore. Il processo rivoluzionario; 6) la transizione. L'iniziativa rivoluzionaria; 7) potere e produzione al centro dell'ipotesi di rivoluzione politica. "Programma minimo" come linea di massa per la fase rivoluzionaria. Programma minimo - istituti di potere - guerra rivoluzionaria. 8) la fase - centralità strategica della questione della rivoluzione, centralità tattica della costituzione di elementi organizzativi e sociali del movimento rivoluzionario; 8-1) critica della linea della radicalizzazione rivendicativa - la questione della trasformazione dell'area estremista in area rivoluzionaria; 9) alcuni elementi generali di dibattito sulla teoria dell'organizzazione - organizzazione, programma, istituti di potere, guerra civile, rivoluzione politica, estinzione dello Stato. La riunione nella quale furono dibattuti i predetti temi e a cui avrebbe partecipato Castellano, avvenne il 9/1/1977 a Milano. La maggior parte degli argomenti sopra rappresentati sono stati in seguito recepiti nelle risoluzioni della direzione strategica delle BR, in particolare nella risoluzione n. 2 sull'organizzazione, documento interno, nella risoluzione del febbraio 1978 e in quella del marzo 1979. Per quanto concerne la partecipazione alla redazione della rivista Metropoli ed al complemento Pre-print, risulta che alla predetta rivista collaborarono tra l'altro Oreste Scalzone, Franco Piperno, Lauso Zagato, Lanfranco Pace, incriminati come organizzatori di associazioni sovversive e bande armate, variamente denominate. Alla stessa rivista avrebbero collaborato, in base alle risultanze processuali, Morucci Valerio e Faranda Adriana, appartenenti alle forze "regolari" delle BR, mentre contemporaneamente organizzavano e partecipavano ad azioni terroristiche.

 (Continua)

*

— Inviato da nessuno @ 13:00

Frammenti di memoria #14

— Inviato da nessuno @ 13:18

Disoccupati che non hanno

nessuna intenzione

di far occupare

militarmente

il loro tempo.

 

Studenti che in vecchi testi

trovano giustificazione

di un significante senza più si

gnificato.

 

Incredibili paria

della pace sociale.

 

Teppisti in trasferta

contro l'ordine delle nos

tre teste.

 

Sabotatori della norma

che agitano il fantasma

di giorni passati a scavare

come suicidi tane

già scavate dal potere

nel ventre molle del suo impero.

 

Schiavi senza schiavitù

condannati però all'eterna

giostra valorizzante.

 

Fuori-posto

sempre e comunque.

 

Speranze senza più soggetti

 

Rivoluzionari senza rivoluzioni.

 

Rivoltosi

Rivoltosi

Rivoltosi

 

Senza casa insofferenti

delle due camere e servizi.

 

Violenti.

 

 

L'araba fenice.

 

Violenti non-credenti

violenti atei

senza nessuna vocazione

ad inseguire all'infinito

l'ultimo dei vostri scherani.

 

Un tram chiamato desiderio (Zut! 1977)

Quando il caso

la coincidenza fortuita

o il nostro diletto

produrranno le mirabili condizioni

della vostra morte

sapremo procurarvela

con tutto l'amore che

abbiamo per la nostra vita.

 

 


Il piacere di saperlo #2

— Inviato da nessuno @ 15:51

- Nel 2006, i soldati dell’Entità sionista hanno assassinato 742 palestinesi, 145 dei quali erano bambini; ne hanno feriti 3735 e ne hanno sequestrati altri 5671, 360 dei quali bambini. Duecentodieci palestinesi sono stati vittime di “esecuzioni mirate”. Nello stesso periodo, sono stati eliminati 23 israeliani e catturato un soldato.


 


- Dal settembre del 2000 alla fine del 2006, l’esercito dell’Entità sionista ed i coloni hanno assassinato 5150 palestinesi, 1151 dei quali bambini.


 

- Sono noti e provati storicamente i rapporti fra i sionisti e gli esponenti del regime nazista. Una circolare della Gestapo bavarese indirizzata al corpo di polizia della Baviera e datata 23 gennaio 1935 ricorda che “i membri delle organizzazioni sioniste non devono essere, date le loro attività dirette verso l’emigrazione in Palestina, trattati con lo stesso rigore che invece è necessario nei confronti dei membri delle organizzazioni ebraico-tedesche (cioè gli assimilazionisti)”.
E Reinhard Heyndrich, capo dei Servizi Segreti delle SS dichiarava, nel maggio dello stesso anno: “Il momento non può più essere lontano ormai in cui la Palestina sarà in grado di nuovo di accogliere i suoi figli che aveva perduto da oltre mille anni. I nostri buoni auguri e la nostra benevolenza ufficiale li accompagnino”.
I sionisti, da parte loro, danno numerose prove di non disdegnare affatto la collaborazione con le autorità naziste. Dov Joseph, caporione dell’Agenzia ebraica, ad esempio, sul finire del 1944, quando cioè gli ebrei venivano eliminati a migliaia nei lager, parlando ai giornalisti sionisti in Palestina che si dimostravano preoccupati per le notizie di massacri provenienti dalla Germania, si affrettò a metterli in guardia contro “la pubblicazione di dati che esagerano il numero delle vittime ebraiche, perché se noi annunciamo che milioni di ebrei sono stati massacrati dai nazisti, poi ci chiederanno, a ragione, dove sono i milioni di ebrei per i quali noi rivendichiamo una patria quando la guerra sarà finita”.

 


- La collaborazione fra sionisti e nazisti è stata resa possibile - oltre che dalla comune volontà di portare gli ebrei in Palestina - anche dal fatto che l’ideologia sionista e l’ideologia nazista avevano un punto importante in comune, come riconosce l’ebreo sionista Prinz: “Uno Stato costruito sul principio della purezza della nazione e della razza (cioè la Germania nazista) può solo avere rispetto per quegli ebrei che vedono se stessi allo stesso modo”.



- Insomma, come ha dichiarato lo scrittore ebreo Yehoshua nel 1982, “I gentili (i non ebrei) hanno sempre incoraggiato il sionismo, sperando che li avrebbe aiutati a liberarsi dagli ebrei che vivevano tra di loro. Anche oggi, in una maniera perversa, un vero antisemita deve essere un sionista”.



-  Il 20% più ricco della popolazione mondiale consuma attualmente (2007) l’80% delle risorse e produce l’80% dell’inquinamento. La sola città di New York consuma più elettricità della parte d’Africa compresa fra il Sahara ed il Limpopo, un fiume del Mozambico meridionale. Riguardo all’effetto serra, l’americano medio contribuisce otto volte più del cinese e venti volte più dell’indiano. E’ probabile che nove bambini su dieci nasceranno in futuro nel Terzo Mondo ma, presi tutti assieme, consumeranno soltanto un terzo di quanto consumerà un bambino dei paesi industrializzati.


il piacere di saperlo. dalla settimana enigmistica di settimana scorsa

— Inviato da surreale @ 12:51

- Nel 1998, il Pentagono, prendendo a pretesto gli attentati alle ambasciate americane in Kenia ed in Tanzania, lanciò deliberatamente attacchi aerei con lancio di missili contro la fabbrica di farmaci Al Shifa, la quale produceva la maggior parte dei medicinali del Sudan, provocando migliaia di vittime.


 - Sotto l’amministrazione di Bush padre, più di duemila panamensi vennero assassinati nella notte di Natale del 1989 con il pretesto della “lotta alla droga”.

 - Nelle dittature sudamericane patrocinate dalla CIA e sostenute, armate e finanziate dal governo statunitense sono state assassinate più di 150 mila uomini e donne (il calcolo non comprende i bambini).

 

- Il blocco economico di Cuba da parte degli Stati Uniti, che dispongono di una base navale e di un carcere di torture e torturatori all’interno dell’isola, dura da più di quaranta anni.

 

- Gli elicotteri dei torturatori e boia argentini lanciavano dalla stessa altezza delle Torri Gemelle di Nuova York i prigionieri politici che finivano per affogare nelle acque del Rio della Plata.

 

- L’invasione del Libano da parte dell’Entità sionista avvenuta nel 1982 provocò la morte di 17.500 civili.

 

- A pochissima distanza da Wall Street, nel ghetto nero di Harem, muoiono di fame, AIDS, cocaina crack…, centinaia di bambini e di bambine.

 

- Migliaia di persone vennero assassinate dal Governo statunitense in Vietnam con il lancio di migliaia di tonnellate di bombe contro la popolazione, per tacere della guerra batteriologica e dei danni irreversibili provocati all’ecosistema ed all’ambiente.

 

- Gli Stati Uniti sono l’unico Paese che non ha firmato il Trattato per la messa al bando delle mine anti-uomo, le quali provocano migliaia di vittime, soprattutto bambini.


 

- Meno del 15 per cento della popolazione mondiale detiene quasi l’ottanta per cento della ricchezza del pianeta.


- Gli Stati uniti si oppongono alla creazione del Tribunale Penale Internazionale.



- Negli anni Ottanta, gli Stati Uniti hanno ignorato una condanna formale del Tribunale Internazionale dell’Aja per gli interventi contro il legittimo governo sandinista del Nicaragua.



- Nel corso della Guerra del Golfo, secondo l’Health Education Trust di Londra sono morti 148 nordamericani e 200 mila irakeni, senza contare i feriti e più di sessantamila prigionieri.


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