Autunno 2007...
Il caos del mercato capitalistico e’ sotto gli occhi di tutti.
Le presunte “regole” della democrazia economica vengono sconvolte dalla attuale crisi di finanziarizzazione, dalla possibile paralisi totale della liquidita’, frutto maturo dello squilibrio endemico tra politiche monetarie e politiche economiche.
Probabilmente, le attuali scosse ne annunciano nel tempo altre piu’ profonde e strutturali provocate dal passato ventennio di ciclo espansivo senza “regole”succeduto alla caduta dell’impero dell’est.
Non e’ ancora lo tsunami della crisi mondiale ma ne e’ uno degli annunci che, oltre il probabile tamponamento-soccorso delle ascese Europee ed Asiatiche, sta determinando e determinera’ nel prossimo futuro l’accelerazione dell’indebolimento relativo del blocco U.S.A. sullo scacchiere mondiale.
Oggi, proprio gli Stati Uniti, con il loro sistema di “securitization” ( cartolarizzazione ) e di disintermediazione ormai di moda anche nel vecchio continente, sono all’origine della paura mondiale; gli squilibri generati da una particolare tipologia di credito immobiliare e la catena di insolvenze di debiti susseguente hanno mandato in bancarotta diversi hedge fund, finiti “democraticamente” spalmati dappertutto, anche nei fondi comuni sottoscritti da piccoli ed ignari risparmiatori.
In sostanza, una delle piu’ comuni forme del credito bancario e’ l’epicentro della odierna crisi finanziaria.
Probabilmente, questa crisi covava da tempo, ma nessuno e’ riuscito a scongiurarla, ne’ alcuno ne prevede le conseguenze e la possibilita’ che possa ripetersi in forma esponenziale.
Gli strumenti dell’intervento politico-statuale risultano spuntati di fronte alla determinazione incontrollata ed incontrollabile della internazionalizzazione capitalista.
(Continua)
